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Caraval

La protagonista di Caraval è Rossella Dragna che da anni scrive a Mastro Legend nella speranza che approdi sulla sua piccola isola almeno una volta per poter vedere con i suoi occhi ciò che la nonna Anna ha sempre raccontato a lei e a sua sorella Donatella prima di andare a dormire. Rossella – sebbene non mi sia chiaro perché la traduzione abbia voluto tramurare Scarlett – è una protagonista che non potrebbe piacere a tutti: pudica, devota e piena di così tante paure che per lei agire risulta difficile. Eppure credo sia questo ciò che la rende più reale di altre: una parte di noi non sogna forse di sfuggire ai propri problemi, soprattutto se questi sono violenze da parte del padre, sposando un buon partito che ci porterà lontano e ci proteggerà? È il pensiero di ogni sedicenne sognante che ancora non conosce il mondo per ciò che è nelle sue ombre e nelle sue difficoltà.

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La memoria di Babel

La quadrilogia della Dabos era entrata nel mio cuore attraverso i primi due volumi all’inizio dell’anno, aprendo la porta piano e quasi casualmente, mentre tra gli scaffali della libreria osservavo “Fidanzati d’Inverno” e ne leggevo le prime righe. Lessi entrambi i due volumi in una notte, ciascuno, e dunque le mie aspettative per questo terzo volume erano alte. Tuttavia, non sono riuscito a godermelo come avrei voluto. Ma iniziamo a spiegare per punti il perché

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Circle of Shadows

Nonostante i colpi di scena prevedibili, la trama comunque funziona. Il mondo costruito dall'autrice mi piace, poiché sono una profonda appassionata del Sol Levante e anche la dinamica tra i poteri taiga e ryuu l'ho trovata interessante, sebbene incompleta. Cosa intendo? I poteri taiga sono stati donati dalla dea Luna e per essere utilizzati servono dei gesti (alla Naruto insomma), mentre i ryuu possono vedere la magia, sotto forma di piccole particelle color smeraldo che possono governare solo con il pensiero. Tuttavia qual è la sostanziale differenza tra i due? Il nemico dove ha appreso questa magia così diversa da quella dei protettori di Kichona?

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La corte di Nebbia e di Rabbia

Il secondo libro di questa saga è stato molto più scorrevole e piacevole rispetto al primo, vuoi per la presenza di Rhysand, vuoi per la mancanza della sessualità che invece aveva permeato l'intero primo libro, fin troppo. Qui avremo meno scene calde e ci si concentrerà più sulla trama, sulla presentazione di nuovi e anche vecchi personaggi che abbiamo solo scorto ne La Corte di Rose e di Spine.

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La corte di Rose e di Spine

Credo che la protagonista di questo libro sia una delle figure femminili più forti che io abbia mai apprezzato in uno young adult, anche se non appartiene esattamente a questa categoria. Non è perfetta, non è né forte né debole, sembra reale e ciò è quello che più me l'ha fatta apprezzare. Inoltre non tradisce mai se stessa e i suoi cambiamenti non avvengono in un batter d'occhio, ma sono giustificati e lentamente descritti. Feyre è l'eroina femminile che da tempo mi mancava, peccato che la Maas rovini tutto questo potenziale con scene erotiche che per lei sembrano essere assolutamente necessarie e che rendono quest'opera più che un fantasy, un romanzo rosa e per questo lo tratterò come tale.

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Carry On

È proprio la novità di questi due protagonisti che forse più di tutto riesce a trainare questo romanzo e a non far notare troppo le similitudini e i paragoni che ovviamente ne derivano con Harry Potter, insieme alla presenza di due importanti figure femminili: Penelope, la migliore amica di Snow, una ragazza intelligente e che porta gli occhiali e che non abbandonerà mai il fianco del suo migliore amico e infine Agatha, la fidanzata del prescelto, che però invece che vantarsi è tanto umile, quanto sorprendente. Perché? Perché lei non vorrebbe essere una strega.

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Gli scomparsi di Chiardiluna

Ne "Gli Scomparsi di Chiardiluna" ritroveremo Ofelia esattamente dove l'avevamo lasciata: Ofelia ormai è stata scoperta e ha bisogno del favore di Sir Faruk per poter sopravvivere in questo mondo spietato fatto di illusioni, inganni e invidie. Tuttavia quest'incontro non va come questa ha esattamente sperato, infatti diventerà la nuova cantastorie del viziato e frigido spirito di famiglia, mentre lei sperava di poter aprire un museo tutto suo come su Anima. Come se questo, inoltre, non potesse bastare a complicare le cose vi è Thorn, che mette in seria difficoltà la nostra protagonista: infatti, se nel primo volume lo abbiamo visto poco, qui lo vedremo molto di più e nei confronti di Ofelia sarà molto più aperto, tanto da baciarla in un giorno di pioggia, ricevendo in cambio uno schiaffo.

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Fidanzati Dell’Inverno

la nostra goffa animista non è una donzella che chiede aiuto alla prima difficoltà: no, è un forte personaggio femminile alla ricerca del suo posto e della sua indipendenza, che vuole vedere con i suoi occhi e cercare di stabilire da sola di chi può o non può fidarsi. Ribelle e orgogliosa Ofelia ricorda Elizabeth, mentre Thorn freddo, composto e calcolatore ricorda Mr. Darcy. Dunque se amate “Orgoglio e Pregiudizio” non potrete rimanere delusi da questa storia d’amore.