classici, recensione, scrittura creative

Circe

A Circe hanno insegnato ad avere paura, a non disobbedire mai; hanno incatenato il suo animo ribelle che per molto tempo ha bussato all'interno del suo petto inascoltato. Le hanno fatto credere di essere brutta, di avere una voce gracchiante; a Circe hanno tolto la libertà di essere. Ma a cambiare tutto sarà l'incontro con Prometeo, la sua prima scintilla che inizierà a dilaniare le catene che la relegano ai piedi del proprio padre, che in lei non vede altro che un problema di cui non riesce a disfarsi, fino a che per vendetta non trasforma la ninfa Scilla nel più temibile dei mostri. Questo gesto le costerà l'esilio, ma la maga non prova timore. Finalmente sola, lontana dalla corte di suo padre e di suo nonno, Circe si sente finalmente se stessa e libera di scoprire chi sia davvero. Cosa vuol dire essere una maga? Cosa può fare? Fin dove possono arrivare i suoi poteri?

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Chiamami col tuo nome

Vent’anni fa, un’estate in Riviera. Una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito. I due ragazzi condividono conversazioni appassionate su libri e film, discussioni sulle loro comuni origini ebraiche, e poi nuotate mattutine, partite a tennis, corse in bici e passeggiate in paese. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. La scoperta di quei giorni estivi e sospesi in Riviera e di un’afosa notte romana è quella, irripetibile, di un’intimità totale, assoluta. Perché l’intensità, la forza di quell’esperienza, l’autenticità di quei sentimenti sono destinate a rimanere insuperate. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una lunga lettera d’amore, un’invocazione, una domanda che resta aperta per gli anni a venire, finché Elio e Oliver si ritroveranno, un giorno, a cercare parole per dire l’indicibile, per confessare, prima di tutto a se stessi, che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta». Gatti: 5/5

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Il Giardino Segreto

Proprio come Colin preferiamo rimanere chiusi in casa, distesi su un letto e, allora con i libri, oggi con i cellulari, sentendoci malati, facendoci venire crisi isteriche e piangendo di noi stessi senza far nulla per cambiare le cose, credendo alle voci che gli altri ci sussurrano, invece che combattere perché esse cessino e si convergano. Ma ecco che nella loro vita arriva un pettirosso, uno un po' strano, che non scappa quando ti avvicini e che ti chiama e vuole conoscerti, diventarti amico; amico persino di Ben Weatherstaff, il giardiniere più burbero di tutta la proprietà Craven. Ma chi è questo pettirosso che è la chiave di tutto il racconto?